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Bando SIMEST Investimenti IA 2026: 200 milioni di euro per portare l'Intelligenza Artificiale nelle PMI esportatrici

7 ott
Tempo di lettura: 3 min

Benritrovati sul blog!

Nelle scorse settimane abbiamo parlato a lungo di finanza agevolata, di gestione della liquidità e dell'importanza di pianificare gli investimenti in innovazione e transizione ecologica senza intaccare la cassa. Oggi desidero focalizzare l'attenzione su una nuova e fondamentale misura pubblica che unisce due dei principali driver di crescita per il nostro tessuto produttivo: l'Intelligenza Artificiale e l'internazionalizzazione.

Dal 21 settembre 2026 è infatti operativa la nuova linea di finanziamento "Investimenti IA" gestita da SIMEST in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Si tratta di uno stanziamento complessivo di 200 milioni di euro a valere sul Fondo rotativo 394/81, pensato per supportare le imprese italiane nell'adozione, nello sviluppo e nell'integrazione strutturata di soluzioni di AI all'interno dei propri processi aziendali.

bando Simest 2026

Vediamo nel dettaglio come funziona la misura, chi sono i beneficiari e quali spese è possibile finanziare.

Le condizioni dell'agevolazione: tassi ai minimi e quota a fondo perduto

A differenza di contributi generalizzati, la misura per l'Intelligenza Artificiale propone condizioni particolarmente vantaggiose per preservare la stabilità finanziaria dell'impresa:

  • Quota a fondo perduto: fino al 10% dell'intervento agevolativo (nei limiti previsti dal regime de minimis).

  • Finanziamento a tasso agevolato: tasso fissato al momento dell'avvio a circa lo 0,37%.

  • Durata e preammortamento: finanziamento fino a 8 anni, dei quali 2 di preammortamento.

  • Anticipo di liquidità: possibilità di richiedere un anticipo fino al 50% dell'importo concesso.

Chi può accedere? Il legame imprescindibile con l'export

Il bando non nasce come un semplice incentivo alla digitalizzazione ad ampio spettro, ma collega direttamente la trasformazione tecnologica alla proiezione internazionale delle imprese.

Per poter presentare domanda, l'azienda deve possedere una vocazione internazionale dimostrabile tramite uno di questi requisiti:

  1. Realizzare almeno il 3% del proprio fatturato all'estero.

  2. Operare come fornitrice diretta di imprese esportatrici (inserita quindi in filiere orientate all'export).

In questo modo la misura intende rafforzare la competitività complessiva delle catene del valore italiane sui mercati esteri.

Quali investimenti e spese sono ammissibili?

Uno dei punti di forza di questa misura risiede nella broadness delle spese coperte, che abbracciano l'intera catena di adozione tecnologica, dall'infrastruttura alle competenze:

  • Infrastrutture e software: acquisto di sistemi di calcolo, infrastrutture cloud, software, piattaforme e sviluppo o personalizzazione di modelli AI integrati nei sistemi gestionali aziendali.

  • Dati e competenze: gestione e valorizzazione dei dati aziendali, formazione specifica del personale esistente e inserimento di nuove competenze specialistiche in azienda.

  • Cybersecurity e Compliance: spese di consulenza e certificazione, interventi per la sicurezza informatica, attività legate alla governance dell'AI e all'adeguamento normativo all'AI Act europeo.

Come e quando presentare la domanda

Le richieste possono essere inviate direttamente tramite il portale online di SIMEST a partire dalle ore 9:00 del 21 settembre 2026. Per la predisposizione della domanda occorre fornire la documentazione societaria aggiornata, oltre alle informazioni relative al legale rappresentante e al titolare effettivo dell'impresa. Trattandosi di una riserva a sportello con dotazione definita, la concessione è subordinata alla verifica dei requisiti formali, all'istruttoria tecnica e alla disponibilità delle risorse.

Le mie raccomandazioni per le imprese

Passare dalla sperimentazione informale dell'Intelligenza Artificiale a un'integrazione d'impatto richiede una chiara visione strategica. Il fattore chiave per accedere con successo al bando risiede nella definizione precisa del progetto di investimento: identificare chiaramente quali processi operativi trasformare, quali competenze introdurre e qual è il beneficio atteso in termini di produttività e competitività sui mercati internazionali.

La vostra azienda sta già pianificando investimenti nell'integrazione dell'AI o fa parte di una filiera orientata all'export? Avete già individuato i progetti tecnologici da candidare ai contributi pubblici?

Parliamone nei commenti!

A presto, Paolo Nobili

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