Export e investimenti in Spagna: opportunità e rischi nascosti nel 2026
- Paolo Nobili

- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
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Nelle scorse settimane abbiamo parlato a lungo di come proteggere le nostre aziende dalle incertezze globali e di come individuare i prospect migliori attraverso i dati. Oggi voglio fare un "focus" specifico su uno dei mercati più vicini e strategici per l'export italiano: la Spagna.
Il nuovo report Country Insight Snapshot di luglio 2026 pubblicato da Dun & Bradstreet traccia un quadro estremamente interessante, caratterizzato da un mix di forti spinte alla crescita e insidie che chi fa credit management o gestisce le supply chain non può assolutamente ignorare.

Ecco cosa c'è da sapere per operare in sicurezza nel mercato iberico.
Un'economia a due facce: turismo record e aumento dei fallimenti
Partiamo dalle buone notizie: l'economia spagnola si sta dimostrando sorprendentemente resiliente. Nel primo trimestre del 2026 il PIL ha registrato un'espansione del 2,7% su base annua, e le stime per fine anno puntano a un solido +2,1%, un dato destinato a superare la media dell'area euro. Il vero motore di questa crescita è il turismo: solo nel mese di aprile il Paese ha accolto 9,1 milioni di visitatori internazionali, generando una spesa di 11,6 miliardi di euro e sostenendo in modo massiccio settori come l'ospitalità, il retail e i trasporti.
Tuttavia, c'è un rovescio della medaglia che richiede grande attenzione. Il recente aumento dei tassi di interesse da parte della BCE (portati al 2,25% a giugno) sta inasprendo le condizioni di prestito e aumentando i costi di rifinanziamento per imprese e famiglie. Questo si riflette purtroppo sulla stabilità aziendale: i dati segnalano che i fallimenti in Spagna sono saliti a quota 6.637 nel 2025, segnando il secondo anno consecutivo di crescita. Le prospettive per il 2026 restano sfidanti, soprattutto a causa della scadenza della moratoria contabile aziendale, che farà emergere le pressioni finanziarie rimaste finora "congelate".
Supply Chain sotto stress: clima e scioperi
Se la vostra azienda importa o esporta merci dalla Spagna, dovete mettere in conto crescenti rischi operativi e logistici. A pesare sulle catene di approvvigionamento ci sono due fattori principali:
I cambiamenti climatici: Le ondate di calore anomale di inizio estate e i fenomeni legati a El Niño stanno mettendo sotto stress il settore agricolo (in particolare le colture di grano e patate) e minacciano la rete energetica con il rischio di incendi boschivi.
Le interruzioni logistiche: Uno sciopero dei controllori di volo proseguito a oltranza e i recenti scioperi ferroviari (incluso un forte blocco nazionale a metà luglio) stanno creando ritardi persistenti e inefficienze che si ripercuotono sui trasporti merci in piena alta stagione.
Il quadro politico e commerciale
A livello istituzionale, la Spagna sta vivendo un momento di crescente tensione. Le indagini e le accuse di corruzione che di recente hanno coinvolto la cerchia ristretta del Primo Ministro Pedro Sanchez hanno intensificato le pressioni sul governo, aumentando l'incertezza politica e i potenziali rischi reputazionali per le imprese.
Sul fronte del commercio estero, però, si aprono spiragli interessanti. Dal 1° maggio è entrato in vigore in via provvisoria l'accordo commerciale interinale UE-Mercosur, che porterà a una riduzione graduale delle tariffe doganali, offrendo una spinta all'export in settori chiave come l'agroalimentare (vino e olio d'oliva in primis), i macchinari e i prodotti farmaceutici. Attenzione però alle dinamiche extra-europee: le recenti minacce degli Stati Uniti di imporre dazi fino al 100% sui Paesi che mantengono la digital tax potrebbero esporre a rischi i settori spagnoli fortemente legati al mercato americano.
Le mosse strategiche per le nostre imprese
Alla luce di questo scenario, come dobbiamo muoverci per cogliere le opportunità riducendo i pericoli?
Monitorate il rischio di credito: Con l'aumento delle insolvenze, valutare costantemente la solidità finanziaria dei partner e dei clienti spagnoli prima di concedere dilazioni è l'unica via per difendere la cassa.
Pianificate rotte "Piano B": Di fronte al rischio di continui scioperi e colli di bottiglia logistici, assicuratevi per tempo di avere rotte merci alternative.
Intercettate la domanda interna: I numeri record del turismo e del mercato del lavoro iberico offrono praterie commerciali eccellenti per le nostre PMI che operano nel largo consumo e nei servizi.
Lavorate già con il mercato spagnolo o state valutando di espandere lì il vostro business? Come gestite il monitoraggio del rischio di credito internazionale in questo delicato momento storico?
Parliamone nei commenti!
A presto, Paolo Nobili





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