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Il "Doppio Mood" delle imprese italiane: scarica il CRIBIS Italian Mood Index 2026

Benritrovati sul blog!

Oggi voglio condividere con voi alcune riflessioni sullo stato di salute del nostro tessuto imprenditoriale, partendo dai dati freschissimi dell'atteso CRIBIS Italian Mood Index 2026, l'osservatorio realizzato da CRIBIS in collaborazione con Nomisma.

Il report completo ci consegna un indice di fiducia generale pari a 102 (su base 100), che delinea un sistema produttivo complessivamente solido e un sentiment positivo, ma in leggero rallentamento rispetto al passato.

Leggendo il documento, emerge chiaramente quello che gli analisti hanno ribattezzato il "doppio mood" delle nostre aziende: siamo di fronte a un atteggiamento positivo e resiliente nel breve periodo, dove i rischi (come tassi o costi energetici) sono calcolabili e gestibili, che però convive con una profonda angoscia per il medio-lungo termine. Le incognite legate alla logistica, alle catene di fornitura e alla mancanza di competenze generano un'incertezza difficile da dominare.

Ho estrapolato per voi alcuni dei dati più significativi tra i 7 macro-indici analizzati nel report, che vi invito caldamente a scaricare integralmente:

  • I bilanci tengono (Score 102): La confidenza finanziaria è positiva, con una redditività operativa (EBITDA su ricavi) cresciuta in media del 16% nel triennio 2022-2024. Tuttavia, il peso dei tassi di interesse elevati continua a farsi sentire sulla gestione quotidiana.

  • Filiere sotto stress (Score 94): È l'area più critica. L'instabilità geopolitica morde e i noli marittimi nel 2025 hanno toccato i 2.452 dollari, registrando un +73% rispetto al 2019. Non stupisce che il 92% delle imprese preveda ulteriori aumenti dei prezzi delle materie prime nel prossimo biennio.

  • Investimenti e Gap Tecnologico (Score 104): Il 50% delle aziende ha continuato a effettuare investimenti rilevanti, con oltre 81 miliardi di euro destinati a ICT, software e ricerca e sviluppo nel 2025. Eppure, c'è un allarme sull'Intelligenza Artificiale: ben il 52% delle imprese non la utilizza ancora, e solo il 18% l'ha resa uno strumento strategico.

  • L'emergenza Talenti (Score 94): Nonostante livelli di occupazione record, viviamo un paradosso paralizzante: il 72% delle aziende denuncia forti difficoltà nel reperire personale qualificato, uno skill mismatch che frena l'innovazione.

  • Sostenibilità (Score 105) ed Eccellenze (Score 110): Aumenta l'integrazione dei criteri ESG nelle strategie aziendali, guidata dalle imprese del Nord. Ottime notizie anche dal "Club Controvento", ovvero quelle aziende manifatturiere top performer (in particolare nell'alimentare, packaging e cosmetica) che mostrano performance sempre più solide.

Questa è solo una sintesi delle dinamiche che stanno trasformando i nostri mercati. La competitività di domani non si baserà solo sui ricavi, ma sulla capacità di presidiare i rischi, fidelizzare le filiere e gestire i dati.

Per esplorare a fondo ogni singolo macro-indice, analizzare le differenze territoriali e dimensionali e capire come la tua azienda si posiziona in questo scenario, ti consiglio di consultare la ricerca completa.

Voi cosa ne pensate di questi numeri? Ritrovate la stessa ansia per il futuro e la stessa solidità nel presente anche nel vostro settore? Parliamone nei commenti!

A presto, Paolo Nobili

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